La necropoli di Partulesi, conosciuta anche come Necropoli di Partulesi Ittireddu: Domus de Janas del Neolitico in Sardegna, rappresenta uno dei siti archeologici piรน affascinanti della Sardegna settentrionale, testimonianza preziosa della cultura neolitica che caratterizzรฒ l’isola tra il IV e il III millennio a.C. Situata nel comune di Ittireddu, in provincia di Sassari, questa antica cittร dei morti svela i segreti delle civiltร prenuragiche del Logudoro.
๐๏ธ Le Origini Antiche della Necropoli
La necropoli di Partulesi risale all’incirca al Neolitico recente (3200-2800 a.C.), periodo in cui le popolazioni sarde svilupparono tecniche raffinate per la creazione di sepolture rupestri. Nel Neolitico Recente (IV millennio a.C.) sono state scavate nella roccia le numerose domus de janas, che rappresentano l’espressione piรน caratteristica dell’architettura funeraria dell’epoca.
Le origini di questo complesso funerario si inseriscono nel contesto della cultura di Ozieri, che dominรฒ la Sardegna prenuragica. Questa civiltร era caratterizzata da una societร complessa, con conoscenze avanzate in ambito architettonico e decorativo, come dimostrano le elaborate tombe ipogeiche disseminate in tutto il territorio insulare.
La scelta del sito non fu casuale: la collina di Partulesi offriva una posizione strategica e simbolica, elevata rispetto al territorio circostante, permettendo di creare un legame sacro tra il mondo dei vivi e quello dei morti, secondo le credenze religiose dell’epoca.

โฐ๏ธ Struttura e Caratteristiche del Complesso
La necropoli รจ situata in localitร Partulesi su un ampio fronte di roccia tufacea, nel Monte Acuto, regione della Sardegna settentrionale interna. Il complesso comprende una trentina di domus de janas distribuite su diversi livelli, creando un paesaggio archeologico di straordinaria suggestione.
Le tombe, conosciute in sardo come “domus de janas” (case delle fate), sono scavate direttamente nella roccia tufacea. Ogni sepoltura presenta caratteristiche architettoniche specifiche, con camere di dimensioni variabili che potevano ospitare deposizioni multiple. La distribuzione su piรน livelli della collina suggerisce un’organizzazione sociale stratificata, dove la posizione della tomba rifletteva probabilmente lo status del defunto.
L’accesso alle tombe avviene attraverso piccoli ingressi che si aprono sulla parete rocciosa, spesso preceduti da anticamere o vestiboli. L’interno delle domus rivela la maestria degli antichi costruttori, con pareti lisciate e spazi progettati per accogliere corredi funerari e deposizioni secondo specifici rituali.
๐ฟ Significato Culturale e Religioso
Le domus de janas di Partulesi non erano semplici sepolture, ma veri e propri templi sotterranei dove si svolgevano complessi rituali funerari. La loro realizzazione richiedeva conoscenze tecniche avanzate e un’organizzazione sociale strutturata, indicando l’esistenza di comunitร ben organizzate nel territorio del Logudoro.
La forma architettonica di queste tombe riproduce spesso l’abitazione dei vivi, con elementi decorativi che imitano strutture domestiche come focolari, nicchie e false porte. Questo simbolismo architettonico riflette la concezione dell’aldilร come continuazione della vita terrena, dove i defunti mantenevano le loro attivitร quotidiane.
Il culto dei morti rivestiva un’importanza centrale nella societร neolitica sarda. Le deposizioni erano accompagnate da ricchi corredi funerari comprendenti ceramiche, utensili in pietra, ornamenti personali e offerte votive, testimoniando credenze religiose complesse e articolate.

๐บ Il Contesto Archeologico del Logudoro
Il territorio del Logudoro rappresenta una delle aree archeologiche piรน ricche della Sardegna, con evidenze che spaziano dal Neolitico all’etร nuragica. Di particolare interesse sono le vaste necropoli di Partulesi, Monte Ruju e Monte Pira, che formano un sistema funerario integrato nel paesaggio preistorico della regione.
Nelle vicinanze di Ittireddu si trovano numerosi altri siti archeologici di grande importanza. I reperti archeologici dimostrano la presenza di domus de janas di Partulesi, di San Giacomo, di Monte Pira, di Monte Ruju, di Monte Nieddu e numerosi reperti rinvenuti, come le frecce in selce e ossidiana. Questa concentrazione di testimonianze archeologiche indica la presenza di un’area densamente popolata e culturalmente dinamica durante il periodo prenuragico.
La presenza del nuraghe Funtana, dove รจ stata rinvenuta una preziosa brocca askoide, testimonia la continuitร insediativa del territorio anche durante l’etร del bronzo, quando la civiltร nuragica succedette alle culture neolitiche.
๐ฟ Le Tombe dei Giganti: L’Evoluzione Funeraria
Sebbene la necropoli di Partulesi appartenga al periodo neolitico, รจ importante comprendere l’evoluzione dell’architettura funeraria sarda che portรฒ successivamente alla realizzazione delle monumentali tombe dei giganti. Questi sepolcri collettivi, tipici della civiltร nuragica, rappresentano l’evoluzione delle tradizioni funerarie iniziate con le domus de janas.
Nel Logudoro esistono importanti esempi di tombe dei giganti, come quella di Oridda a Sennori, che testimoniano la continuitร culturale e religiosa tra le diverse civiltร che si susseguirono in Sardegna. Questi monumenti megalitici, caratterizzati dalla caratteristica stele semicircolare, costituiscono l’apice dell’architettura funeraria sarda.
La transizione dalle domus de janas alle tombe dei giganti riflette cambiamenti sociali e religiosi profondi, mantenendo tuttavia elementi di continuitร nel culto dei morti e nell’organizzazione dello spazio funerario. Questo legame dimostra come la necropoli di Partulesi rappresenti un anello fondamentale nella catena evolutiva della cultura sarda preistorica.
๐ฏ Importanza Scientifica e Conservazione
La necropoli di Partulesi costituisce un laboratorio archeologico di primaria importanza per la comprensione delle societร neolitiche sarde. Gli studi condotti sul sito hanno permesso di ricostruire aspetti fondamentali della vita quotidiana, delle credenze religiose e dell’organizzazione sociale delle comunitร prenuragiche.
Il sito รจ attualmente oggetto di progetti di valorizzazione e conservazione che mirano a preservare questo patrimonio culturale per le future generazioni. L’accessibilitร controllata al pubblico permette di conciliare le esigenze di tutela con quelle di divulgazione scientifica e turismo culturale.
La ricerca archeologica continua a fornire nuovi dati sulla necropoli, utilizzando tecnologie innovative per l’indagine non invasiva delle strutture e l’analisi dei materiali rinvenuti. Questi studi contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulla preistoria sarda e mediterranea.
Galleria Immagini:
















AAlcune delle Domus de Janas piรน note e importanti includono:
- Necropoli di Genna Salixi – Villa SantโAntonio
- Necropoli di SantโAndrea Priu – Bonorva
- Domus Ludurru – Budduso
- Necropoli di Montessu – Villperuccio
- Domus De Janas Prunittu – Sorradile
- Necropoli S’acqua Salida – Pimentel
- Parco Archeologico su Motti – Orroli
- Necropoli di Burdaga – Asuni
- Necropoli SโAcqua Salida – Pimentel
- Domus de Janas di Fossada – Escalaplano
- Necropoli di Is Loccis Santus – Carbonia
- Necropoli di Partulesi – Ittireddu
- Necropoli di Museddu – Cheremule
- Necropoli di Musellos – Ittir
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Some of the most famous and important Domus de Janas include:
- Necropolis of Genna Salixi – Villa SantโAntonio
- Necropolis of SantโAndrea Priu – Bonorva
- Domus Ludurru – Budduso
- Necropolis of Montessu – Villperuccio
- Domus de Janas Prunittu – Sorradile
- Necropolis of S’acqua Salida – Pimentel
- Archaeological Park of Su Motti – Orroli
- Necropolis of Burdaga – Asuni
- Necropolis of SโAcqua Salida – Pimentel
- Domus de Janas of Fossada – Escalaplano
- Necropolis of Is Loccis Santus – Carbonia
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โ Domande Frequenti (FAQ)
1. Quando รจ stata costruita la necropoli di Partulesi?
La necropoli di Partulesi risale al Neolitico recente, tra il 3200 e il 2800 a.C., durante il periodo della cultura di Ozieri che caratterizzรฒ la Sardegna prenuragica.
2. Quante tombe sono presenti nel sito?
Il complesso comprende circa una trentina di domus de janas distribuite su diversi livelli della collina tufacea, anche se originariamente il numero poteva essere maggiore.
3. Come si raggiunge la necropoli di Partulesi?
Da Ittireddu si segue la strada comunale verso la chiesa di Sant’Elena. Superata la chiesa, dopo circa 250 metri si trova a destra il cancello dell’area archeologica.
4. Cosa sono le domus de janas?
Le domus de janas (case delle fate) sono tombe preistoriche scavate nella roccia, tipiche della Sardegna prenuragica, che riproducono spesso la struttura delle abitazioni dei vivi.
5. ร possibile visitare la necropoli?
Sรฌ, il sito รจ accessibile al pubblico attraverso un percorso guidato che permette di ammirare le antiche tombe rispettando le esigenze di conservazione del patrimonio archeologico.
โ Frequently Asked Questions (FAQ) – English
1. When was the Partulesi necropolis built?
The Partulesi necropolis dates back to the Late Neolithic period, between 3200 and 2800 BC, during the Ozieri culture period that characterized pre-Nuragic Sardinia.
2. How many tombs are present in the site?
The complex includes about thirty domus de janas distributed over several levels of the tuffaceous hill, although originally the number could have been greater.
3. How do you reach the Partulesi necropolis?
From Ittireddu, follow the municipal road towards the church of Sant’Elena. After passing the church, after about 250 meters, you’ll find the archaeological area gate on the right.
4. What are domus de janas?
Domus de janas (fairy houses) are prehistoric tombs carved into rock, typical of pre-Nuragic Sardinia, which often reproduce the structure of the dwellings of the living.
5. Is it possible to visit the necropolis?
Yes, the site is accessible to the public through a guided path that allows visitors to admire the ancient tombs while respecting the conservation needs of the archaeological heritage.
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