Ci sono luoghi che ti fermano sul posto. Non per la grandiosità del paesaggio, non per la folla, ma per il silenzio carico di storia che ti avvolge appena li raggiungi. Su Cuaddu ‘e Nixias, la tomba dei giganti di Lunamatrona, è esattamente questo tipo di posto. L’ho visitata in un giorno invernale, con le nuvole basse, l’erba bagnata di pioggia e il vento che scorreva libero sulla Marmilla. Eppure, o forse proprio per questo, è stata un’esperienza indimenticabile.
🗺️ La Marmilla e i suoi tesori nascosti
La Marmilla è una delle regioni storiche più affascinanti della Sardegna centro-meridionale. Pertanto, non stupisce che nasconda tra le sue colline dolci e i suoi campi arati alcuni dei monumenti preistorici più importanti dell’isola. Lunamatrona, piccolo comune del Medio Campidano, è quindi uno dei punti di partenza ideali per chi vuole esplorare questo territorio. Soprattutto in inverno, quando i colori si fanno intensi e i siti sono completamente deserti, la zona regala emozioni autentiche, lontane dal turismo di massa.
⏳ Una storia che viene da lontano: l’età del Bronzo
Su Cuaddu ‘e Nixias è considerata la più antica tomba dei giganti conosciuta in Sardegna. La sua costruzione risale infatti al Bronzo Medio, tra il 1700 e il 1600 a.C. Tuttavia, la sua storia è ancora più profonda: al suo interno fu inglobata una cista litica preesistente, cioè una piccola sepoltura rettangolare in lastre, riconducibile alla cultura Monte Claro dell’Eneolitico recente (2400–2100 a.C.). Pertanto, il monumento che vedi oggi è il risultato di almeno due fasi costruttive distanti secoli. È un vero stratificato di civiltà.
🪨 L’architettura: cosa vedere da vicino
La tomba è costruita con la marna locale, una pietra calcarea dai toni caldi e porosi, ricoperta in parte da licheni arancioni che la rendono ancora più scenografica. Al centro svetta la stele centinata, alta circa 2,90 metri e larga 2,70 metri, con la superficie decorata in tre fasce sovrapposte e un bordo in rilievo. Ai suoi lati si estende l’esedra semicircolare, larga circa 13,9 metri: lo spazio dove i nuragici celebravano i riti in onore dei defunti. La camera funeraria, invece, si addentra nel terreno per oltre 10 metri.
🔵 L’unicum: il misterioso foro circolare
Qui arriviamo al dettaglio che rende Su Cuaddu ‘e Nixias unica tra tutte le tombe dei giganti sarde. Come puoi vedere nella fotografia che ho scattato, sulla stele è presente un foro circolare a circa metà altezza, del tutto diverso dalla piccola apertura rettangolare che si trova alla base nelle altre tombe dell’isola.
Le fonti ufficiali e i documenti accademici consultati concordano: il foro è stato quasi certamente realizzato in epoca successiva rispetto alla costruzione della tomba, e il suo scopo reale rimane tuttora sconosciuto. Nessuna fonte ufficiale ne ha finora fornito un’interpretazione definitiva.
La tradizione popolare, però, ha trovato la sua risposta: il foro serviva a legare i cavalli, e da lì deriva il nome del sito. “Su Cuaddu ‘e Nixias” significa infatti “il cavallo di Nixias”, dal nome della località. Nella leggenda popolare, inoltre, la stele veniva addirittura identificata con un cavallo pietrificato, appartenuto a un mitico essere femminile. Un dettaglio, perciò, che vale da solo il viaggio.

🏗️ Il nuraghe Pitzu Cummu: la comunità dietro la tomba
Chi costruì questa tomba? Gli archeologi ritengono che Su Cuaddu ‘e Nixias fosse la sepoltura collettiva degli abitanti del vicino nuraghe Pitzu Cummu, un imponente complesso quadrilobato che sorge sulle colline di Lunamatrona. Si tratta di un nuraghe con mastio centrale, quattro torri secondarie e cortine murarie, edificato nel Bronzo Recente (XIII sec. a.C.) su un insediamento ancora più antico del Bronzo Medio. Pertanto, tra la tomba e il nuraghe si stabilisce un legame diretto: i vivi nel nuraghe, i morti nella tomba. Presto ci tornerò per raccontarti anche questo sito straordinario.
🗺️ Un circuito da fare in mezza giornata
La zona intorno a Lunamatrona è un concentrato straordinario di archeologia nuragica. Puoi quindi organizzare comodamente un mini-circuito di quattro siti in mezza giornata, perché tutti hanno il parcheggio a pochi metri e non richiedono lunghe camminate. Oltre a Su Cuaddu ‘e Nixias, ti consiglio di visitare:
- la Necropoli a domus de janas di Genna Salixi (Villa Sant’Antonio): 14 ipogei scavati nella roccia, tra i più belli della Sardegna per concezione architettonica, con un sistema di canalizzazione per drenare l’acqua piovana davvero ingegnoso.
- la Tomba dei Giganti di Aiodda a Nurallao: un altro potente esempio di architettura funeraria nuragica in ottimo stato.
- la Tomba dei Giganti Sa Domu de S’Orcu nella Giara di Siddi: immersa nell’altopiano basaltico, con un contesto paesaggistico davvero suggestivo.
Tutti e quattro i siti sono raggiungibili in auto senza difficoltà, anche in pieno inverno.
🔍 Curiosità e dettagli da non perdere
Oltre al foro circolare, ci sono altri elementi da osservare con attenzione durante la visita. Innanzitutto, la cista litica eneolitica sul fondo della camera funeraria è ancora visibile: si tratta di un piccolo vano rettangolare delimitato da quattro lastre per parte, che racconta una storia antecedente alla tomba stessa. Dagli scavi degli anni ’70 del Novecento, inoltre, emersero frammenti ceramici notevoli, tra cui un vaso biconico decorato con denti di lupo e motivi geometrici, oggi conservato al Museo Archeologico di Genna Maria a Villanovaforru. Infine, la stele centinata è in sé una rarità: tipica del centro-nord della Sardegna, è molto insolita nel centro-sud dell’isola.
📋 Info pratiche
| Dove | Loc. Nixias, Lunamatrona (SU) |
| GPS | 39.6628° N, 8.8415° E |
| Come arrivare | Da Lunamatrona seguire la SP 49 per circa 1,5 km, poi svoltare a sinistra seguendo le indicazioni turistiche. Pochi metri di sterrato compatto, percorribile tutto l’anno anche con auto normale. |
| Parcheggio | Sì, gratuito, a pochi metri dal sito |
| Ingresso | Libero e gratuito |
| Orari | Sempre accessibile |
| Accessibilità | Terreno pianeggiante, percorso breve, adatto a quasi tutti |
| Riferimento | Museo Naturalistico “G. Pusceddu” – Lunamatrona Tel. +39 070 9341009 – email: museoterritoriale@gmail.com (lun–dom 9:00–19:00) |
| Sito ufficiale | sardegnaturismo.it / sardegnacultura.it |
| Norme di visita | Non toccare i monumenti, non raccogliere materiali, non abbandonare rifiuti |
✍️ Conclusione
Su Cuaddu ‘e Nixias non è semplicemente una tappa in un itinerario archeologico. È un luogo che parla, soprattutto se lo raggiungi fuori stagione, quando il silenzio ti avvolge e la pietra bagnata di pioggia sembra ancora più antica. Il foro circolare sulla stele, unico in Sardegna, rimane un enigma che nessuno ha ancora risolto del tutto. E forse è proprio questo il suo fascino più grande: lascia aperta una domanda. Perché i nuragici, o chi dopo di loro, bucò quella stele? Pertanto, vai a vederla di persona. E poi dimmi cosa pensi tu.














\Le tombe dei giganti, tra i monumenti più importanti della Sardegna, risalgono a circa 3.000 anni fa e si trovano in diverse aree dell’isola. Per saperne di più, puoi leggere un articolo qui. Ecco un elenco di alcune di queste tombe:
- – Tomba dei giganti di Lu Brandali, Santa Teresa Gallura (SS)
- – Tomba dei giganti di Iloi, Sedilo (OR)
- – Tomba dei giganti Is Lapideddas, Gonnosno (OR)
- – Tomba dei giganti di Aiodda, Nurallao (SU)
- – Tomba dei giganti di Barrancu Mannu, Santadi (SU)
- – Tomba dei giganti di Bau e Tuvulu, Ulassai (NU)
- – Tomba dei giganti di Biristeddi, Dorgali (NU)
- – Tomba dei giganti di Bruncu Espis, Arbus (SU)
- – Tombe dei giganti di Goronna, Paulilatino (OR)
- – Tomba dei giganti di Imbertighe, Borore (NU)
- – Tomba dei giganti di Is Concias, Quartucciu (CA)
- – Tomba dei giganti di Laccaneddu, Villanova Monteleone (SS)
- – Tomba dei giganti di Lassia, Birori (NU)
- – Tomba dei giganti di Coddu Ecchju, Arzachena (SS)
- – Tomba dei giganti di Li Lolghi, Arzachena (SS)
- – Tomba dei Giganti Su Niu de Su Crobu, Sant’Antioco (SU)
- – Tomba dei giganti di Madau, Fonni (NU)
- – Tomba dei giganti di Muraguada, Bauladu (OR)
- – Tomba dei giganti di Oratanda, Cuglieri (OR)
- – Tomba dei giganti di Oridda, Sennori (SS)
- – Tomba dei giganti di Osono, Triei (NU)
- – Tomba dei giganti di Palatu, Birori (NU)
- – Tomba dei giganti di Pascaredda, Calangianus (SS)
- – Tomba dei giganti di Sa Dom’e s’Orcu, Dolianova (SU)
- – Tomba dei giganti di Sa Domu ‘e S’Orcu, Siddi (SU)
- – Tomba dei Giganti di S’Ena e Thomes, Dorgali (NU)
- – Tomba dei Giganti di Sa Farch’e s’Artare, Seneghe (OR)
- – Tomba dei Giganti di Sa Perda ‘e S’Altare, Birori (NU)
- – Tomba dei Giganti di San Cosimo, Gonnosfanadiga (SU)
- – Tomba dei Giganti di Santu Bainzu, Borore (NU)
- – Tomba dei Giganti di Sas Presones, Cuglieri (OR)
- – Tomba dei Giganti di Su cuaddu ‘e Nixias, Lunamatrona (SU)
- – Tomba dei Giganti di Su Mont’e s’Abe, Olbia (SS)
- – Tombe dei Giganti di Sa Mandara, Guasila (SU)
- – Tombe dei Giganti di Monte Prano, Villaperuccio (SU)
- – Tomba dei Giganti di Paule Luturru, Samugheo (OR)
- – Tomba Megalitica di Pranu Ciara, Suelli (CA)
- – Tomba dei Giganti Perda Cossu, Norbello (OR)
- – Tomba dei Giganti Cuccuru Mannu, Riola Sardo (OR)
- – Tomba dei Giganti Sa Sedda e sa Caudela, Collinas (SU)
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❓ FAQ – Domande Frequenti (IT)
1. La tomba dei giganti di Su Cuaddu ‘e Nixias è visitabile tutto l’anno?
Sì, il sito è ad accesso libero e gratuito in ogni periodo dell’anno. Anche in inverno la strada sterrata di accesso è percorribile senza difficoltà con qualsiasi tipo di auto, essendo molto breve.
2. Cosa rende unica questa tomba rispetto alle altre tombe dei giganti sarde?
Oltre ad essere considerata la più antica tomba dei giganti della Sardegna, presenta sulla stele centinata un foro circolare a metà altezza del tutto anomalo. Nelle altre tombe sarde la piccola apertura è rettangolare e alla base. L’origine e la funzione di questo foro circolare rimangono ufficialmente non chiarite dagli studiosi.
3. Cosa significa il nome “Su Cuaddu ‘e Nixias”?
Significa “il cavallo di Nixias”, dal nome della località. La leggenda popolare racconta che il foro circolare della stele servisse a legare i cavalli, e che la stele stessa rappresentasse un cavallo pietrificato appartenuto a un mitico essere femminile.
4. Ci sono altri siti archeologici da visitare nelle vicinanze?
Assolutamente sì. In mezza giornata puoi visitare comodamente anche la Necropoli di Genna Salixi, la Tomba dei Giganti di Aiodda a Nurallao e la Tomba dei Giganti Sa Domu de S’Orcu nella Giara di Siddi. Tutti i siti hanno parcheggio proprio e non richiedono lunghe camminate.
5. I reperti trovati nella tomba dove sono conservati?
I materiali recuperati durante gli scavi degli anni ’70 del Novecento, tra cui un pregiato vaso biconico decorato risalente al Bronzo Medio, sono esposti al Museo Civico Archeologico di Genna Maria a Villanovaforru.
❓ FAQ – Frequently Asked Questions (EN)
1. Can Su Cuaddu ‘e Nixias be visited year-round?
Yes, the site is freely accessible at any time of year at no cost. Even in winter, the short dirt access road can be easily driven with any standard car.
2. What makes this tomb unique compared to other giants’ tombs in Sardinia?
Besides being considered the oldest known giants’ tomb in Sardinia, its central stele features a circular hole at mid-height — something not found in any other known tomb on the island. Other Sardinian giants’ tombs have a small rectangular opening at the base of the stele. The exact origin and purpose of the circular hole have not been officially clarified by scholars.
3. What does “Su Cuaddu ‘e Nixias” mean?
It translates as “the horse of Nixias,” from the name of the locality. Local legend says the circular hole was used to tie horses, and the stele itself was believed to be a horse turned to stone by a mythical female being.
4. Are there other archaeological sites worth visiting nearby?
Absolutely. Within half a day you can also visit the Genna Salixi domus de janas necropolis, the Giants’ Tomb of Aiodda in Nurallao, and the Giants’ Tomb Sa Domu de S’Orcu in the Giara di Siddi plateau. All sites have nearby parking and require only short walks.
5. Where are the artifacts found at the tomb now kept?
The finds from the 1970s excavations — including a decorated biconical vase from the Middle Bronze Age — are on display at the Genna Maria Archaeological Museum in Villanovaforru.
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